Olaf VS Stern
Sabato pomeriggio Andrea ed io siamo andati alla Fondazione Forma a vedere le mostre di Erwin Olaf e di Phil Stern. Per la verità ero molto più smanioso per Olaf (“che moderno”… “che avanti”…) piuttosto che per le immagini viste migliaia di volte di James Dean o del ‘Rat Pack’ realizzate dall’ottuagenario Stern. Naturalmente mi sono ricreduto…
I lavori di Erwin Olaf mi hanno dato un grosso senso di ‘pennica’ (per dirla alla Guzzanti-Funari): li ho trovati un po’ datati… anche se tutte le opere esposte sono state realizzate negli anni 2000, facevano coooosì anni ‘90: immagini frigide, plasticose, fastidiosamente sleek, troppo photoshoppate (lui è stato uno dei precursori del digital retouch, per poi tornare, a quanto pare, ad una visione più ‘naturale…), con tutti quei riferimenti agli anni ‘50… in una parola ‘Wallpaper’: un giornale la cui estetitca non è mai stata nelle mie corde e che non ho mai veramente compreso a pieno, anche se indubbiamente ha simbolizzato un momento molto preciso nella cultura dell’immagine…
Le foto di Stern sono al contrario tutto ciò che una foto classica può essere: reportagistica , bianca & nera, rubata, fuori fuoco, mossa, con un taglio strano, sgranata… ma tanto più emozionante… beh, poi lui ha avuto anche il vantaggio dei soggetti, e tra Bette Davis in full Baby Jane Hudson e Marlon Brando in full gay icon, compare anche un giovane Tony Curtis con indosso una mise inquietantemente simile a quella adottata dai giovani ‘top-cool-moderno-avanti-moda’ per l’estate 2010 (bermuda a vita alta, forse un po’ stretti rispetto a quelli odierni, t-shir bianca, calze al ginocchio e stringate)… a parte la pettinatura (anche se forse…) e la mancanza di un paio di occhiali da sole… la meme chose…
p.s.: non è che io voglia fare la Perez Hilton, è solo la prima volta in vita mia che uso Photoshop…
be seeing you
F.L.M.B.








beh non mi convince del tutto la calza nera, a te? per il resto, si funziona, e poi Tony è Tony
a me neanche, ma se ti capita di passare in zona Ticinese/ via Vigevano ne vedi uno ogni 3 vestito così…
Stern tutta la vita!
Stern. Stern.Stern…un mito…e su Tony, che dire…hai ragionissimo…
ma mi domando…con la cultura visiva che abbiamo (scusate se mi ci infilo anche io), se ci impegniamo un attimo una collezione alla Thom Browne o alla non so chi, non la facciamo pure noi???
comunque la vita alta ci piace, lo short è un po’ troppo corto e stretto però, sembra che gli abbiano messo gli shorts che in quegli anni mettevano i ragazzi prima dei..cos’era 15 anni? Per poi guadagnare il dirittto ai pantaloni lunghi
forse con un calza chiara e più corta sarebbe pronto per lookbook.nu
io comunque nel dubbio una botta gliel’avrei data
…sono andato alla mostra per vedere le foto di Olaf da vicino e mi sono detto be c’è anche Stern ma principalmente la mia era una gita al Forma perchè nutro una grande stima per Olaf.
Trovatomi lì mi son ricreduto e, come hai detto tu Filippo, Olaf mi è sembrato esteticamente perfetto ma stitico di tutto il resto.
Stern mi ha emozionato, quel ritratto di Marylin così indifesa è un testamento come la modernità della foto di James Dean.
Il fatto di trovarli nella stessa mostra mi è sembrata una mossa giustissima, palesa quello che eravamo e quello che siamo diventati!
Io, però mi aspetto un post sulla Woodman… a me ha tolto il respiro.
ecco, il punto è proprio l’emozione, la pancia e non la testa…